Ala 8 – 9 – 10 Luglio 2011


CITTA’ di VELLUTO


Non dimenticare la propria storia, aver cura per  i segni, le tracce ancor vive di quel passato.

C’è anche questo, e fin dalla prima edizione, nel nucleo ispiratore di “Città di velluto”.

Il tutto naturalmente animato e insaporito da un tocco di  sano orgoglio.

L’orgoglio di  rilanciare la memoria di un passato prestigioso e di raccontarlo agli altri, di offrire allo sguardo curioso e ammirato di molti  ciò che di bello e di caratteristico quella storia ci ha lasciato: i palazzi barocchi, le corti, le piazzette, gli scorci che evocano le vicende e le atmosfere del borgo animato e industrioso del tempo dei vellutai.

Riproporre “Città di velluto” dopo una pausa segnata da qualche incertezza, non ha voluto essere solo un’operazione di marketing turistico, giocata su un marchio che ha mantenuto la sua attrattiva, ma anche un modo per solleticare quel pizzico di orgoglio,  per rinverdire, attraverso la messa in scena  della propria storia e la valorizzazione dei propri luoghi, i tratti di una identità culturale e sociale.

E così questa è un’edizione un po’ “fatta in casa” e che un po’ ritorna all’antico, dando molto spazio al volontariato, al protagonismo e al coinvolgimento di associazioni e concittadini.

Un’edizione nel segno della tradizione e attenta quindi a non sacrificare all’ansia della spettacolarizzazione e dell’ “evento”, un riferimento, per quanto possibile rigoroso, alla storia e  una valorizzazione rispettosa dell’ambiente urbano. E questo negli spettacoli, alcuni dei quali ideati e costruiti appositamente in riferimento all’epoca dei velluti, negli allestimenti, nello stesso “tema guida” della manifestazione, quello dell’acqua.

Tema attualissimo, di grande rilevanza sociale e politica oltreché economica, ma al tempo stesso riferimento storico puntuale a quella “roggia”, alimento e motore di quell’industria del velluto di seta che per due secoli ha segnato la fortuna di Ala, l’ha animata anche culturalmente e ne ha disegnato la configurazione urbanistica e architettonica.

“Città di Velluto”: un riannodare i fili di una storia locale, piccola ma significativamente inserita nell’alveo di una storia più grande, da vivere e da rinnovare anche come segno identitario e come impegno alla “cura” e all’amore per il proprio territorio.

“Città di velluto”: una festa  che  ritorna  e che si offre a quanti tante volte l’hanno apprezzata e a quanti si muovono con curiosità e buon gusto alla scoperta delle tante cose di pregio che questo “piccolo borgo” con un’antica storia può offrire.


Luigino Peroni

Sindaco di Ala


Franco Panizza

Assessore alla Cultura della

Provincia Autonoma di Trento


Tiziano Mellarini

Assessore al Turismo della

Provincia Autonoma di Trento